Hi Giovanni Francesco,

Dropbox Plus just got an upgrade. And a new price—starting on December 11, 2019 (that’s your next billing cycle), Dropbox Plus will be $119.88 a year (plus any applicable taxes).

The all-new Plus plan is packed with top-requested features from our professional plans. Now you’ll have:

Double your storage—save everything with 2 TB (2,000 GB).
World-class sync technology—move out-of-date files off your computer’s hard drive and to the cloud with Dropbox Smart Sync.
Dropbox Rewind—roll back accidental changes to any folder, or your entire account, up to 30 days.

This is all for just $20.88 more a year. Or you can visit your account anytime to see more options. Manage your plan.

Thanks for choosing Dropbox.

– The Dropbox Team

Dropbox Plus si espande e arriva così lo Smart Sync

Te lo avevo anticipato tra le letture del fine settimana di poco tempo fa (Letture per il weekend: la non-privacy degli addon di Chrome e l’autenticazione della posta elettronica), nel frattempo anche il mio account ha subito la modifica e lo Smart Sync che fino a oggi ho potuto apprezzare e sfruttare sul solo account Dropbox aziendale è approdato anche sulle coste dei comuni mortali che pagano una sottoscrizione Plus (dalla notte dei tempi). Inutile dire che questo cambia molte carte in tavola e inizia a rendere meno appetibile la sincronizzazione selettiva sulle macchine che utilizzo direttamente io.

Continua invece – la Selective Sync, nda – a essere fondamentale su quei client della famiglia dove offro la possibilità di sfruttare il mio spazio Dropbox per conservare loro materiale e tenerlo sotto versioning e backup. Manca ancora all’appello (dopo anni che la si chiede su forum ufficiale e piattaforme di feedback) una protezione per le opzioni del client Dropbox (tipo la richiesta di una password per modificarne le impostazioni) che invece sembra proprio non voler entrare nelle corde degli sviluppatori, davvero un peccato considerando che questo ha molto senso su postazioni condivise per più persone.

Nel frattempo l’upgrade è certamente gradito (così come l’aumento spazio a 2 TB anziché il vecchio singolo TB) seppur pagato “a caro prezzo” considerando i circa 20 dollari in più all’anno, comparato chiaramente a competitor che offrono il medesimo spazio a prezzo ben inferiore (sì, ma non si chiamano Dropbox e non innovano alla stessa maniera, almeno secondo il mio modesto e soggettivo parere). Diciamo che questo upgrade per i clienti Plus si sarebbe potuto tenere lì allo stesso prezzo, andando a sfidare – tanto per citarne uno – Google One (il piano da 2 TB costa €99,99/anno).

Consiglio spassionato prima di concludere: vai ad attivare la cancellazione automatica dei file quando inutilizzati, così facendo risparmierai spazio sul disco locale e potrai sempre e comunque scaricare quei file quando ne avrai necessità:

Dropbox Plus si espande e arriva così lo Smart Sync 2

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Parlare di prese smart in tempi di assistenti vocali (Google Home e Alexa primi su tutti) è come parlare tra anziane signore della mutevolezza del meteo e di quei nuovi arrivati nel paesello, pura formalità e una certezza sulla quale poter scommettere a occhi chiusi. D’esperienza nel campo credo di essermene fatta un pelo (vedi il vecchio articolo Prese intelligenti: cosa acquistare?, il tutto senza considerare i nuovi acquisti portati a casa nel frattempo di cui effettivamente non ti ho mai parlato, vabbè), il FRITZ!DECT 210 di AVM è solo l’ultimo arrivato (fratello più giovane dello storico FRITZ!DECT 200), pensato per l’outdoor più che per l’appartamento (dove – appunto – il 200 è più che sufficiente). Estensione Smart Home di qualsivoglia router FRITZ! di generazione sufficientemente nuova (si parla di compatibilità con quei prodotti che montano un FRITZ!OS 6.0 o superiore).

AVM FRITZ!DECT 210: la presa Smart per l'Outdoor

AVM FRITZ!DECT 210

Smart Home e Splash protection sono i termini chiave di un prodotto che si propone in una non più tanto nicchia di accessori per la propria casa da collegare a servizi e strutture già esistenti. Il grande vantaggio di FRITZ!DECT 210 è forse il suo essere già pronto per associarsi simbioticamente con il router della medesima casa, tagliando fuori passaggi in più generalmente richiesti da produttori terzi per far collegare un accessorio proprio sfruttando modem / router evidentemente altrui. Qui non c’è da conoscere la password del WiFi, non c’è da impazzire più del dovuto, bisognerà solo collegare il DECT alla presa di corrente (inizialmente una non tanto distante dal router, nda) e far partire l’associazione entro due minuti, semplicemente tenendo premuto il tasto DECT sul router per una manciata di secondi (fino a quando questo non inizierà a lampeggiare).

Io ho eseguito l’associazione con il mio 7590, tempo totale credo non più di 15 secondi tra tutto (connessione del FRITZ!DECT 210 alla presa di corrente, pulsante DECT tenuto premuto sul router e associazione eseguita con tanto di email inviata al mio account di posta a conferma dell’operazione terminata, questo perché ho abilitato e configurato le notifiche push di FRITZ!OS).

Trattandosi di un prodotto molto “chiavi in mano, collega e usa immediatamente” noterai anche tu una certa scarsità di qualsivoglia inutilità all’interno della scatola caratterizzata dall’irresistibile apertura facilitata di AVM (null’altro oltre il prodotto e la sua manualistica, nda):

Una volta collegato, FRITZ!DECT 210 può essere gestito direttamente dall’interfaccia amministrativa del router. Da qui potrai cambiare nome (per meglio identificarlo), regolarne accensione o spegnimento (cosa che puoi gestire anche da applicazione ufficiale su smartphone, nda), verificarne i consumi (impostando anche l’invio del report a mezzo posta elettronica, sempre tramite servizio push del FRITZ!OS), ecc.

MyFRITZ!App
MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free
MyFRITZ!App
MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free

Prima di pensare di mettere il FRITZ!DECT 210 a stretto contatto con la piscina di gomma che hai comprato per tenerla sul caldo balcone in caso di emergenza, sappi che la certificazione con la quale questo prodotto viene identificato è la IP44, ciò vuol dire che il FRITZ!DECT 210 può sopportare degli spruzzi d’acqua ma nulla più di questo, non puoi pensare che resista a dei gavettoni d’acqua appositamente pensati per metterlo alla prova, soprattutto quando occupa prese di corrente che non rispettano alcuno standard di protezione dai liquidi. Diciamo che è più pensato per un uso in giardino (dove certamente può sopportare qualche goccia di pioggia e delle temperature dai forti sbalzi) o in bagno.

La scheda tecnica completa è disponibile sul sito ufficiale del produttore (it.avm.de/prodotti/fritzdect/fritzdect-210/dati-tecnici), per l’acquisto puoi puntare il browser su Amazon o fare un salto nel MediaWorld più vicino a casa tua. Parlando di Amazon noterai con i tuoi stessi occhi che allo stato attuale la differenza prezzo tra il FRITZ!DECT 210 e il maggiormente rodato DECT 200 è talmente irrisoria da far propendere verso il prodotto più giovane tra i due (che ne eredita la robustezza e il software aggiornato ma che include inoltre la possibilità di sopravvivenza in campo “un po’ più ostile“).

A me non resta che ringraziare AVM per avermi fatto avere il prodotto da testare e ovviamente assegnare un voto che non può che essere positivo vista la facilità di installazione, configurazione e utilizzo di un prodotto che può trasformare in smart qualsiasi presa di casa tua. Occhio però (c’è sempre un “ma“), anche il DECT!210 soffre dello stesso problema di qualsiasi altro adattatore sul mercato: finisce per tenere tutto per sé lo spazio di una placchetta biposto di prese a muro, rendendoti difficile l’utilizzo del secondo slot di alimentazione.

In caso di dubbi, domande o qualsivoglia altro dettaglio legato al prodotto sentiti libero di lasciare un commento qui di seguito all’articolo.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, tornerà all'ovile al termine dei test.
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Settimana particolarmente impegnativa su tutti i fronti, non mi ha lasciato spazio da poter ritagliare e dedicare al blog e ai mille articoli che ho in bozza e ad alcuni prodotti provati che meritano una recensione (che ancora non c’è neanche in bozza!). Raccolgo quelle letture che credo possano attirare anche la tua attenzione, rinnovo inoltre l’invito a lasciare nei commenti un tuo parere o una tua fonte che magari manca all’appello di quelle da me consultate. A me non resta che augurarti buon proseguimento di fine settimana!

Letture per il weekend: Dammi i tuoi Social e ti dirò se puoi entrare, anche il volto potrebbe andare bene però

Ultime novità

  • Il mio cloud? E’ a casa mia: (ITA) alla scoperta di una possibile soluzione ridondata per tenere sempre al sicuro i tuoi file, in casa (con backup dislocato su diversa posizione raggiunta da una VPN site-to-site), senza la necessità di appoggiarti a servizi di terze parti (perché il discorso che il Cloud sia solo il PC di qualcun altro è sempre valido).
  • Server OpenVPN con interfaccia grafica: come installarlo: (ITA) è un po’ legato all’articolo di Emanuele che ti ho appena proposto qui sopra. Ammesso che tu voglia installarti in casa un server OpenVPN disponendo di una macchina già accesa e operativa, questo potrebbe essere un buon riferimento da seguire a riguardo, anche per chi non è particolarmente avvezzo alla finestra di Terminale e più in generale alla riga di comando.
  • E3 2019 Recap: (ENG) la settimana più ricca di novità sul mondo videoludico è ormai terminata, Los Angeles spegne per il momento i suoi riflettori e a noi non resta che riguardare momenti e leggere notizie in attesa che i “next-step” diventino “presente“. Vorrei parlarti io stesso di quanto accaduto ma non so se riuscirò a farlo. Nel frattempo puoi dedicare un po’ del tuo tempo a questa pagina riepilogativa contenente tutti gli annunci, i video e i vari riferimenti rispetto a ciò che è stato annunciato. Già che ci sono ti suggerisco di dare un’occhiata anche all’articolo che ha scritto Andrea in italiano sul suo blog (andrea.co/blog/2019/6/9/microsoft-e3-2019).
  • Opera, Brave e Vivaldi si schierano contro il Chrome Extension Manifest V3: (ITA) niente da fare, Google sembra l’unica a sostenere con forza la sua scelta riguardo le modifiche contenute nel Manifest V3 riguardo l’uso di software per il blocco delle pubblicità invasive. Chi utilizza Chromium come base per i propri browser non è d’accordo con questa nuova politica. Se ne parla su HTML.it, un articolo facile da leggere e comprendere al quale credo tu possa essere interessato.
  • These Weeks in Firefox: Issue 59: (ENG) tutte le novità dell’ultima settimana riguardo Firefox Nightly. Tra queste c’è il nuovo Login Manager (ormai in arrivo) e il tool per inviare segnalazioni d’abuso riguardo i componenti aggiuntivi installati (tramite una semplice interfaccia HTML già attivabile).

Privacy e Sicurezza

  • [Guerre di Rete – newsletter] Stati, profili social e controllo […]: (ITA) è la newsletter settimanale di Carola, nello specifico si tratta di quella pubblicata la scorsa settimana ma all’interno della quale troverai degli argomenti che hanno continuato a rimbalzare sul web anche durante questi giorni appena trascorsi. Si parla di profili Social da fornire al governo USA se si vuole ottenere un visto, di database volti di Microsoft da poco messo offline e molto altro ancora.
  • US to demand five years of your social media, email account info in visa application: (ENG) come dicevo qualche manciata di caratteri fa, il governo americano ha stabilito che per poter ottenere un visto di ingresso su suolo USA (superiore quindi ai 90gg che bastano solitamente per qualsivoglia turista) servirà fornire informazioni sui propri account Social utilizzati nell’ultimo quinquennio, stesso dicasi per indirizzi di posta elettronica e non solo.
  • Riconoscimento facciale, Microsoft rimuove database dopo inchiesta FT: (ITA) tutto sommato prevedibile. Dopo essere diventato – non volendo – “famoso” agli occhi di tutti, il database di volti che Microsoft ha raccolto per addestrare il riconoscimento facciale e la relativa intelligenza artificiale applicata va ufficialmente offline. Contestualmente un paio di Università americane hanno fatto lo stesso con archivi simili, ora però sfido a inseguire e forzare la cancellazione dei dati scaricati su PC di privati cittadini (e non solo) che hanno approfittato della disponibilità di quel database per ottenerne una copia prima della sua defezione.
  • Riforma telemarketing, le indicazioni del Garante privacy per il via libera: (ITA) una panoramica su tutto quello che c’è da sapere riguardo il mondo dei Call Center e delle fastidiose telefonate sui cellulari (sul fisso, a mezzo SMS e chissà cos’altro ancora) per vendere la qualunque nei momenti generalmente peggiori della giornata. Multe, comportamenti, registro delle opposizioni che si espande nel mondo Mobile.

Dai un’occhiata anche a …

  • Windows 10 release information: (ENG) una pagina riepilogativa ufficiale di Microsoft dove vengono raccolte le note di versione per ciascun prodotto e relativi rilasci, condite di preziose informazioni ulteriori sui bug conosciuti e problemi ancora non risolti, fondamentale per capire se una papabile rogna estesa nella tua rete può non essere legata a una tua colpa. Serve in pratica a non diventare “più scemi del dovuto“.
  • Come trasferire un sito, modificarne la struttura o passare a HTTPS: (ITA) non è certo una novità e ne ho parlato anche io in un vecchio articolo per ciò che riguarda il passaggio del tuo blog WordPress da HTTP a HTTPS (WordPress: passaggio da HTTP a HTTPS (aggiornato)), ma dato che di tanto in tanto la domanda torna in auge, ecco un altro articolo meritevole di attenzione pubblicato da Michele su ilSoftware, parla di una ToDo list che puoi tenere a portata di mano per ricordarti e affrontare tutti i vari passaggi che ti separano dal mettere sotto “lucchetto verde” la tua opera online.
  • Iniziare da qualche parte: (ITA) dedicato a te che hai sempre voluto iniziare a scrivere e pubblicare i tuoi pensieri online ma non hai mai avuto voglia di sbatterti sui tecnicismi e sulla piattaforma da utilizzare. Andrea ti dà qualche suggerimento in merito, a portata davvero di chiunque.

immagine di copertina: unsplash.com / author: 煜翔 肖
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Ciao, articolo di servizio per dirti che – se mi stai leggendo per temponon devi aggiornare il plugin BackupWordPress allaneonataversione 3.9 rilasciata una manciata di ore fa (circa 16 a ora che sto scrivendo l’articolo), questa causa un errore fatale che manderà in crash il tuo blog e che ti costringerà a passare dalla porta di servizio per rimediare (la porta di servizio è quella offerta dal nuovo servizio di Recovery integrato in WordPress 5.2).

Non aggiornare BackupWordPress alla versione 3.9 (per il momento)

Il bug viene minuziosamente descritto qui su GitHub, segnalato da un utente che si è ritrovato nella medesima situazione del sottoscritto: github.com/xibodevelopment/backupwordpress/issues/1206. Come già successo in passato (vedi l’articolo Possibile problema in BackupWordPress 2.3) il modo di rimediare c’è e lo si può mettere in atto facilmente connettendoti in FTP al tuo spazio web e rinominando la cartella del plugin (wp-content/plugins/backupwordpress) in backupwordpress_ (per esempio, ma vale qualsiasi altro nome), questo non permetterà al tuo WordPress di trovare i file del plugin e di conseguenza disattiverà quest’ultimo consentendoti di far tornare operativo il sito web.

Rimanere con la vecchia versione fino a nuovo ordine

Se vuoi rimettere in pista la vecchia versione di BackupWordPress in attesa che ne venga rilasciata una nuova che corregge il bug puoi scaricarla direttamente dal repository ufficiale all’indirizzo downloads.wordpress.org/plugin/backupwordpress.3.8.zip. Scompatta il file ZIP, cancella la cartella attuale di BackupWordPress sul tuo spazio web e carica quella che hai appena scompattato, le impostazioni sono salvate nel tuo database e non verranno quindi perse.

Correggere il bug presente e rimanere con la 3.9

Un thread nel forum di supporto del plugin suggerisce una via alternativa per risolvere il problema generato dal nuovo BackupWordPress: wordpress.org/support/topic/how-i-fixed-3-9-crash.

Puoi lanciare l’aggiornamento alla versione 3.9 (quindi il tuo WordPress diventerà momentaneamente non funzionante), nel frattempo scarica e scompatta il contenuto della versione 3.8 (downloads.wordpress.org/plugin/backupwordpress.3.8.zip), quindi carica via FTP le cartelle backdrop e whitelist-html sovrascrivendo quelle presenti. Al contrario delle vecchie, le nuove cartelle sembrano infatti non contenere i file necessari per il funzionamento del plugin. Sovrascrivendole farai nuovamente funzionare BackupWordPress ottenendo un “ibrido” tra le versioni 3.8 e 3.9.

Sembra proprio che qualcuno abbia avuto un pelo troppa fretta nel preparare la nuova versione del plugin, il tutto senza accorgersi di nulla e senza dare il giusto peso alle numerose segnalazioni di malfunzionamento già pervenute tra GitHub e forum di supporto WordPress. A questo punto non resta che attendere il rilascio della nuova versione del plugin che correggerà questa anomalia.

12/6/19

Tutto come previsto: è stata da poco rilasciata la versione 3.10 che corregge il bug letale della sfortunata e ben poco duratura 3.9 😉
Puoi tornare ora ad aggiornare il plugin senza strani (ma perfettamente funzionanti) work-around.

BackUpWordPress
BackUpWordPress
Developer: XIBO Ltd
Price: Free
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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
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Con la posta elettronica ci lavori, comunichi, ti relazioni con il mondo in maniera rapida e semplice. È uno strumento universalmente riconosciuto e ha già resistito più e più volte a bollettini di morte che lo davano per spacciato, perché allo stato attuale non esiste null’altro che abbia lo stesso valore (e non dirmi che Telegram o WhatsApp possono sostituire facilmente il tutto perché così non è).
Proteggere il proprio dominio e relativo server di posta diventa quindi un obbligo e un dovere morale verso tutti coloro che ricevono email che sembrano essere spedite dal tuo account quando in realtà si tratta di attacchi di phishing e / o comunicazioni di spam che si basano su spoofing di qualsivoglia indirizzo di posta elettronica esistente sulla faccia della Terra, tuo compreso.

Posta elettronica: come calcolare il proprio punteggio Spam

Quello di oggi non è il mio solito articolo, è un rilancio verso un lavoro già esistente, ben fatto, in italiano, alla portata di chiunque. Opera di Emanuele che leggo sempre con piacere, è stato pubblicato lo scorso 28 febbraio. Nulla è cambiato rispetto ad allora, vale tutto, nel frattempo è così che mi sono accorto di essermi perso per strada il record DMARC del dominio principale che utilizzo per ricevere e spedire posta elettronica, ho provveduto a metterlo a posto (grazie Manu!).

Perché la protezione della propria posta elettronica è così importante?

Ti auguro buona lettura: DMARC, SPF e DKIM per proteggere la tua identità.

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