Era da qualche tempo che non si tornava a parlare di Notepad++ su Windows e i trucchi per utilizzarlo al meglio, rimediamo subito! File di testo da modificare, una lunga lista di righe contenenti dei nomi propri di persona ma tutti i caratteri sono in maiuscolo, una roba orribile estratta da chissà quale database. A questo punto si seleziona tutto, si chiede a Notepad++ di trasformare il testo in minuscolo ma ecco il nuovo problema, serve mettere la prima lettera di ciascuna riga in maiuscolo. Editor alla mano e Regular Expression come da tradizione.

Notepad++ e Atom: una raccolta di utili trucchi

Lancia la ricerca con sostituzione (CTRL + H da tastiera o menu CercaSostituisci), inserisci l’espressione regolare ^(.) nel campo Trova e \u\1 nel campo Sostituisci con, ricordati di selezionare l’opzione “Espressione regolare” nel tipo di ricerca e lancia la sostituzione di tutto ciò che viene trovato:

Stavolta però c’è – se vuoi – un’alternativa di cui ti parlo subito. Dato che stiamo avendo a che fare con nomi propri di persona e che per ciascuna riga c’è sicuramente un nome specificato, posso passare da una selezione rettangolare permessa da Notepad++ (ma non solo) e poi lanciare la combinazione da tastiera che trasforma il testo selezionato in maiuscolo. La selezione rettangolare si esegue tenendo premuto ALT sulla tastiera e poi utilizzando il mouse.

Nel mio caso ho tenuto premuto ALT su tastiera, quindi ho selezionato la prima colonna testo su Notepad++, poi ho smesso di tenere premuto il tasto ALT e sono passato alla combinazione (sempre da tastiera) CTRL + SHIFT + U, il risultato te lo mostro in questo rapido video catturato dal mio laptop:

Facile e immediato per chi non vuole passare dalle espressioni regolari.

Buon lavoro! 👋


Grazie a:
stackoverflow.com/questions/14529148/notepad-capitalize-first-letter-by-shortcut
stackoverflow.com/questions/9869590/how-to-set-the-first-letter-in-a-line-to-caps-in-notepad/9869702#9869702
× Le pillole del Dr.Mario

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
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Scambiare due chiacchiere con SONY poco prima del viaggio di nozze serve anche – evidentemente – a mettersi d’accordo sui prodotti che potenzialmente possono tornare utili durante la traversata e la permanenza negli splendidi luoghi visitati, è un po’ così che è nato questo “Banco prova” dell’α6500, una coppia d’attacco meravigliosa combinata con le cuffie SONY WH-1000XM3 che avevo già avuto modo di provare e recensire qualche tempo fa, innamorandomi come già successo per le precedenti WH-1000XM2. Mentre sul volo non sentivo null’altro che i contenuti che mi interessavano (quindi grazie simpatica anziana signora dal russare baritonale, la lascio dormire senza nessuna ulteriore imprecazione), una volta a terra ho cominciato a sperimentare le capacità della SONY α6500.

Sony α6500: ho scelto di abbandonare la Reflex

SONY α6500

Mi ero già messo alla prova con il mirrorless qualche anno fa (Canon EOS M10: un’occhiata al mirrorless) e secondo me peccava un pelo di immaturità che invece su reflex non lasciava spazio a dubbi di alcun tipo, tutto molto carino ma “ci rivediamo a settembre“. Quel capitolo di test mirrorless si è chiuso involontariamente per molto tempo, non solo fino a settembre, un buon motivo per il quale ho accettato la proposta di SONY e ho ottenuto la SONY α6500 per il viaggio. Mi sono fidato dei consigli di un amico che mi ha indirizzato nella giusta direzione e non me ne sono assolutamente pentito. Pur dovendo ancora imparare e in un certo senso “ripercorrere la strada” già fatta con la vecchia e fidata Nikon D60, credo che questo tipo di prodotto possa soddisfare molte delle condizioni in cui solitamente scatto, tenendo bene presente che non sono null’altro che un amatore e che rispetto a un professionista o un appassionato con molta più potenza di fuoco posso solo chiedere scusa e lasciare il posto.

Il mio è quindi un articolo che vuole parlare del prodotto in maniera più estensiva ma mai troppo tecnica, voglio che chiunque possa capire cosa vuol dire farsi accompagnare in un viaggio o una breve escursione (ma anche una festa, un concerto o un evento particolare, si fa giusto per dire) da una SONY α6500 e – così come lei – la successiva α6600 o la precedente α6400, con un elenco che può solo crescere. Tieni conto che arrivo da una macchina con tanti anni e tanti scatti sulle spalle, abbondantemente superata da tecnologie ben più performanti ed evidentemente migliori, pur rimanendo un buon prodotto adatto davvero a tutti per muovere i primi passi.

Brevemente

Compatta, con un buon parco obbiettivi a disposizione (anche non della stessa serie, si risolve con l’utilizzo di adattatore), il corpo della SONY α6500 è evidentemente leggero e molto maneggevole, la velocità di scatto è eccezionale anche in condizioni di luce scarsa (occhio però, a quel termine “scarsa” c’è certamente limite e nulla ti salverà dall’utilizzo di flash o cavalletto nel peggiore dei casi) e la luminosità che ho potuto catturare con la giusta ottica (ho scattato tutto con lo Zeiss 16-70mm) non l’ho personalmente mai vista prima (ci tengo a sottolineare quel personalmente, NdA).

La SONY α6500 permette riprese e registrazioni molto fluide in 4K, la stabilizzazione ottica a 5 assi aiuta moltissimo nel girato video (ma non l’ho mai disdegnata neanche durante un singolo scatto fotografico), all’appello rispondono ovviamente quick e slow-motion, tecnologie ormai date per scontate da quando sono entrate a far parte del minimo sindacale messo a disposizione dallo smartphone.

La SONY α6500 è tropicalizzata ed è quindi stata pensata e costruita per resistere a umidità e polvere (ma non solo), condizioni generalmente difficili per questo tipo di prodotti. Non c’è certificazione di tipo IP, non ci giocare più del dovuto quindi (a meno che tu non voglia stupidamente rischiare la vita del prodotto e del tuo investimento tutt’altro che economico).

Da rivedere il comparto batteria, sono abituato a non dovermi preoccupare più del dovuto della carica residua, quindi sono rimasto un pelo fregato quando la prima volta mi sono imbattuto in una batteria mezza scarica che ha visto calare drasticamente quella percentuale che la separava dallo zero a metà di una giornata ricca di luoghi da visitare, si tratta certamente di abitudini da cambiare rispetto alla reflex, per fortuna avevo una batteria tampone e un cavo microUSB a portata di zaino.

Un po’ meno brevemente

Un autofocus effettivamente immediato se pensi agli 0,05 secondi misurati e i 425 punti possibili che la macchina è in grado di tenere sott’occhio per ottenere lo scatto che tu hai in mente di fare poco prima della pressione del tasto che conclude l’operazione (pur non avendo poteri sensitivi, perché per quelli credo che SONY stia ancora studiando e provando 😏). Il sensore immagine CMOS Exmor porta con sé 24,2 megapixel che a tanti potrebbero sembrare non sufficienti (si fa del sensazionalismo basato sul numero di megapixel come motivo di vanto della maggior parte dei produttori di smartphone espressamente dedicati alla fotografia in mobilità) ma così non è, sono più che sufficienti per realizzare splendidi scatti.

Ho portato la SONY α6500 con me in qualsiasi condizione di scatto (non sotto la pioggia, no) e con luminosità non sempre al top, in alcuni casi ho sofferto l’essere controluce o contro qualche maledetto riflesso che mi ha giocato scherzi, eppure penso che con un buon filtro sull’obbiettivo questo problema si possa aggirare senza troppi rimpianti (non ho fatto in tempo a procurarmene uno ad-hoc prima di partire). Bisogna imparare a conoscere i programmi di scatto disponibili e convivere con quel monitor touch-screen che talvolta può giocare un brutto scherzo quando per sbaglio colpisci un’area sulla quale verrà fissato un fuoco non voluto, sono inciampi dati dalla gioventù dietro questo nuovo tipo di macchina.

La cosa certamente più difficile alla quale abituarsi è quell’occhiello elettronico (per forza) al quale non riesco a rinunciare in favore – proprio – del monitor touch screen. Quest’ultimo torna certamente comodo ma non in tutte le occasioni, è una buona soluzione quando vuoi evitare di assumere strane posizioni tantriche per portarti a casa uno scatto quando non hai sufficiente spazio fisico a disposizione nelle tue dirette vicinanze ma per me nulla più, è proprio un comportamento ereditato dall’avere utilizzato per anni una reflex e sporadicamente (troppo poco) una piccola compatta di “emergenza“.

Tutte le fotografie che hai visto nella galleria poco sopra sono state scattate in Thailandia e sono state alleggerite molto prima di essere caricate qui sul blog, i file originali occupano molto spazio e raggiungono una risoluzione davvero elevata che adoro quando si tratta di ammirare un lavoro su grandi schermi o quando di sceglie di stamparli (e non parlo certo del formato 10×15), nello specifico parlo di quanto riportato da caratteristiche ufficiali su sito web della SONY: L: 6.000 x 4.000 (24 MP), M: 4.240 x 2.832 (12 MP), S: 3.008 x 2.000 (6,0 MP) per la quattro terzi, diversamente si parla di L: 6.000 x 3.376 (20 MP), M: 4.240 x 2.400 (10 M), S: 3.008 x 1.688 (5,1 megapixel) per la sedici noni.

In fase di preparazione dello scatto la macchina è in grado di riconoscere ciò che sta inquadrando, cercando di esaltarne la luminosità, il contrasto, la nitidezza e tutta quella serie di dettagli che quando ti sposti in manuale lasci al completo controllo dell’umano. Questo è assai comodo per chi si ritrova a voler utilizzare questa macchina e non ha ancora sufficiente esperienza da calare sul tavolo. L’ho apprezzato e odiato in diversi momenti della vacanza, rinunciandovi quando necessario e passando in una modalità controllata più da me che dall’elettronica, tornandoci sopra quando mi accorgevo che tutto sommato l’intervento di questa intelligenza artificiale poteva realmente dare quello sprint alla fotografia che probabilmente io non sarei stato capace di dare se non in post-produzione, anticipando di gran lunga i tempi e dandomi la possibilità di scattare ancora se non ero abbastanza convinto di quanto catturato.

Anche la registrazione video è immediata e fluida, la stabilizzazione è ottima e la maggior parte del lavoro è demandata alla tua mano ferma e alla capacità di muovere l’obbiettivo senza far ballare il corpo macchina più del dovuto (esattamente ciò che ancora non sono capace di fare, questione di abitudine), il microfono è integrato, qualitativamente valido (mi piacerebbe provarlo in condizioni di rumore più estremo, spero di averne presto l’occasione), l’alternativa è passare da XLR-K2M/XLR-K1M/ECM-XYST1M a patto di investire ulteriore denaro, l’altoparlante nel caso in cui tu volessi immediatamente dare un’occhiata a quanto registrato è monoaurale e integrato anch’esso. Ho provato a portare con me la SONY α6500 in Darsena a Milano lo scorso 6 gennaio per catturare uno degli spettacoli finali del Vodafone Aqua Show 2019, il risultato è stato caricato su YouTube, ti consiglio di selezionare manualmente la migliore risoluzione per valutare la qualità di quando prodotto (porta però pazienza se hai una connessione non molto veloce, impiegherà un attimo a caricare):

Spostandomi e parlando di interfacce di collegamento posso dirti che hai a disposizione certamente NFC e Bluetooth per il controllo remoto (comodo magari per uno scatto dalla distanza), ma anche WiFi per il collegamento diretto a PC o televisore, utile per visualizzare immediatamente gli scatti o per proiettare il sudore delle tue fatiche martoriando amici e parenti (non si fa, dai smettila), in alternativa puoi sempre passare dal connettore HDMI micro (tipo D) per i televisori un pelo più datati e non dotati di WiFi o Bluetooth.

Doveroso parlare della batteria e della durata di quest’ultima. Se arrivi da una lunga convivenza con macchine reflex mi preme informarti che l’esperienza cambierà di molto e che dovrai quindi ricordarti di dare un’occhiata alla carica residua tornando a casa o in albergo dopo una lunga giornata di turismo (o di uscita fotografica in ogni caso), non farti ingannare dall’avere magari un 50% residuo perché quest’ultimo ti tradirà nel peggiore momento possibile, ricarica la batteria e preparala a un’altra sessione di stress, ho notato infatti che la resistenza non è assolutamente comparabile alle colleghe di diversa categoria, avere una seconda o terza batteria nelle peggiori condizioni diventerà pressoché necessario, io ho già provveduto e ti lascio qui di seguito un paio di prodotti che potrebbero fare al caso tuo (costo contenuto, resa massima già messa alla prova):

Questo è evidentemente dovuto alla necessità di mantenere vivo e molto reattivo un completo ecosistema di componentistica e software abbastanza energivoro, secondo le caratteristiche dichiarate da SONY potrai macinare circa 310 scatti con mirino o 350 con monitor LCD (standard CIPA), per la parte video si parla invece di circa 65 minuti con mirino o 70 minuti con monitor LCD (registrazione effettiva), con una variabile dovuta dalla registrazione continua che permetterebbe ipoteticamente di arrivare a 105 minuti per ambo i monitor utilizzati. Come già anticipato nel paragrafo “breve” puoi aiutarti dando un pelo più di sopravvivenza alla carica residua utilizzando una Power Bank e un cavo microUSB, ma il consiglio è certamente quello di tenere a portata di mano una culla di ricarica (io ho acquistato la RAWPower che trovi poco sopra).

In conclusione

A me la SONY α6500 è piaciuta, credo sia abbastanza evidente leggendo l’articolo, un po’ come quando dopo tanto tempo (e costante utilizzo di iOS) ho dato una nuova occasione ad Android accorgendomi che i passi da gigante fatti permettevano ormai di abbandonare la strada maestra per passare al lato oscuro della forza (biscotti compresi). Scegliere di concludere il mio percorso con una macchina reflex (magari non per sempre, ci mancherebbe, ma almeno per un po’ sì) passando al mirrorless è volere imparare qualcosa di nuovo, sfidarmi a prendere confidenza con un diverso vendor (abbandono dopo anni il club Nikon) e relative caratteristiche di un prodotto di qualità, destinato ipoteticamente a tutti. Il termine ipoteticamente non è certo riferito al saperci fare, bensì alla disponibilità economica che dovrai considerare e iniziare ad accumulare se pensi che questo potrebbe essere il tuo prossimo regalo di compleanno.

SONY α6500 ha infatti un costo importante, si parla di 1700€ di listino (secondo sito web della SONY) con però la possibilità – lasciata al rivenditori – di ritoccare quel prezzo cercando di alleggerire la schiena dell’acquirente (e non solo le tasche!). Io ti propongo qui di seguito qualche collegamento diretto ad Amazon, il costo è inferiore e il consiglio del sottoscritto è quello di tenere d’occhio eventuali offerte (lettura consigliata: Amazon Black Friday: come arrivare preparati) per risparmiare ulteriormente. Considera che durante l’ultimo Black Friday c’è stata la possibilità di portarsi a casa il corpo macchina a 799€, l’obbiettivo Zeiss Sony SEL1670Z invece a 599€, un totale di 1398€ che comparati ai 1700€ di listino fa sicuramente differenza.

Ho cercato di essere quanto più generico e meno tecnico possibile per l’intera stesura dell’articolo, risultando spesso ripetitivo (e ti chiedo scusa per questo) ma mantenendo un tono e uno scritto quanto più accessibile, ho voluto permettere a tutti di comprendere il comportamento della SONY α6500 e l’esperienza del sottoscritto dall’altro lato rispetto all’obbiettivo, ti invito a fare domande per qualsiasi dubbio o ulteriore curiosità utilizzando l’area commenti a tua totale disposizione (anche senza registrazione). Per consultare le specifiche tecniche complete ti rimando invece alla pagina dedicata. Per me questa macchina fotografia è un grande Sì, il voto non può però essere pieno perché il costo si fa certamente sentire.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: Sony mi ha fornito la sua α6500 con ottica Zeiss 16-70 in occasione del mio viaggio di nozze. Mi sono innamorato di questo specifico kit e ora l'ho acquistato di mia tasca per passare definitivamente al mirrorless.
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Buon fine settimana a tutti, da lunedì si torna a parlare di prodotti e si rispolvera il Banco Prova, il 2020 comincia con il botto, torna SONY e stavolta si parla di macchine fotografiche mirrorless. Ho avuto una fantastica compagna di viaggio durante la vacanza in Thailandia fatta a fine 2019 (e non parlo di mia moglie, quella è argomento a parte), te ne parlo un po’ più approfonditamente tra 48 ore circa, appuntamento alle 9:30 di lunedì mattina 😎

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  • Rhasspy (pronounced RAH-SPEE) is an open source, fully offline voice assistant toolkit: (ENG) documentazione relativa al progetto Rhasspy, un assistente vocale capace di funzionare completamente offline e che ti permette di mettere una pietra sopra i commerciali Siri, Alexa o Google Assistant. Non è un progetto adatto a tutti, bisogna sapersi muovere, la documentazione è un buon punto di partenza per chi vuole capire se procedere o meno.
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Di Chevereto te ne avevo già parlato tempo fa (Chevereto e Altervista: consigli per non perdere la testa), ne ho una copia di appoggio su un vecchio dominio Altervista che tengo vivo giusto come laboratorio, ho aggiornato da poco la versione alla neonata 3.14.1 e mi sono accorto che in realtà di file cambiati ce ne sono davvero pochi. Dato che Altervista è molto lento nei trasferimenti FTP ho pensato quindi di creare il solito pacchetto diff che mi ha permesso di ottenere i soli file modificati e caricare lo stretto necessario.

Galleria fotografica (immagini)

Photo by Soragrit Wongsa

Aggiornamento con file diff

Analizzando il pacchetto di Chevereto versione 3.14.0 e il 3.14.1 si possono notare molti pochi file modificati, per l’esattezza questi:

\app
\app\app.php
\app\install
\app\lib
\app\install\installer.php
\app\lib\classes
\app\lib\classes\class.login.php

Isolandoli e caricandoli sullo spazio FTP dovrai semplicemente lanciare l’operazione di aggiornamento database (direttamente dalla dashboard di Chevereto) per concludere l’operazione in meno di 5 secondi. Ho quindi creato un pacchetto facilmente scaricabile da GitHub che ti permette di eseguire la stessa operazione, lo trovi all’indirizzo github.com/gioxx/SomePublicStuff/raw/master/Chevereto-diff/3.14.1/chevereto_3.14.1_diff.zip, a te basta scompattarlo e caricare tutto sullo spazio FTP rispettando l’organizzazione in cartelle. Il gioco è fatto (lo vedi dall’immagine di seguito):

Chevereto: aggiornamento alla versione 3.14.1 (file diff) 1

Questione di HTTPS

Questo è un paragrafo bonus. Mi sono accorto che la versione PHP di Altervista era vecchia, quindi l’ho aggiornata alla 7.3.11 (Chevereto è compatibile, procedi tranquillamente) e ho contestualmente forzato il dominio a rispondere in HTTPS modificando il comportamento del file .htaccess e inserendo 3 righe in più rispetto allo standard.

ATTENZIONE: Prima di partire, il solito consiglio: occhio sempre a quello che tocchi e che rimuovi, effettua dei backup del tuo sistema per sicurezza, così potrai agilmente tornare indietro in caso di problemi.

Cerca la stringa RewriteEngine On, dai un paio di colpi di invio e subito dopo copia e incolla questo blocco che ti propongo di seguito:

RewriteCond %{HTTP:X-Forwarded-Proto} !https
RewriteCond %{HTTPS} off
RewriteRule ^ https://%{HTTP_HOST}%{REQUEST_URI} [L,R=301]

Salva le modifiche e sovrascrivi il file sul tuo spazio FTP, ora provando a visitare il tuo spazio web Altervista in HTTP dovresti essere automaticamente rediretto alla versione HTTPS.

Buona navigazione :-)


Grazie a: forum.it.altervista.org/how/276584-abilitare-e-forzare-https-nel-proprio-sito.html
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Medium è quel coso che sfortunatamente ospita diversi autori di buoni testi che decidono di non investire soldi o tempo (o entrambi) per tenere in piedi un blog WordPress (neanche in versione gratuita pronta con un paio di clic utilizzando WordPress.com) o equivalente competitor di mercato. Poco male dirai tu, tanto male dirò io, i contenuti di Medium sono soggetti a pubblicità e in alcuni casi bloccati se si supera un certo numero di letture in un periodo di tempo limitato. C’è soluzione a questo? Sì se sei disposto a smettere di leggere i contenuti ospitati da Medium, diversamente esiste un componente aggiuntivo per Firefox e Chrome.

Leggere (Spider Man)

Photo by Road Trip with Raj

Medium Unlimited

Medium Unlimited è frutto del lavoro di Manoj Vivek, il codice sorgente è disponibile su GitHub e il risultato è scaricabile da AMO (per Firefox) oppure dal sito web ufficiale con necessità di caricamento manuale (per Chrome).

This tool helps you overcome the 3 article/month limit on medium.com and allows you to read unlimited articles. Just install the extension, keep reading medium.com. No more action needed, everything is taken care for you! :)

The extension now supports identifying articles of external publishers on medium.com by suggesting a link to read full content with the help of a Google search.

Ciò significa che a te compete la sola installazione del componente aggiuntivo, al resto pensa lui.

Medium Unlimited: Read for free
Medium Unlimited: Read for free

Quello che manca a Medium Unlimited – a parte forse un pelo più di discrezione causata dal suo logo che compare in mezzo alla pagina di Medium quando si sta leggendo l’articolo – è quel tocco di reattività quando si segnalano ulteriori domini da inserire nella lista dei compatibili (quindi sbloccati) con conseguente aggiornamento del componente aggiuntivo su AMO. Per questo motivo in seguito alla segnalazione di un nuovo sito web da integrare (e intervento di un altro utente che mi ha portato sulla retta via) ho creato un pacchetto modificato del componente aggiuntivo, disponibile anch’esso su AMO e con tanto di spazio dedicato sul solito repository GitHub del sottoscritto.

Medium Unlocker Custom

Le modifiche operate sono quelle relative agli ulteriori domini aggiuntivi (ora, per dovere di cronaca, arrivate pure nella versione originale), alla modifica della grandezza logo (quando si scorre la pagina da leggere) e alla disattivazione dell’apertura del sondaggio di feedback in fase di disinstallazione del componente (chrome.runtime.setUninstallURL("https://manojvivek.typeform.com/to/c0VaBs")). Medium Unlocker Custom (così ribattezzato per non creare lo scomodo doppione) è compatibile con le versioni più aggiornate di Firefox:

Ed è stato integrato nella lista dei componenti aggiuntivi gestiti:

Firefox Addons

Se vuoi segnalarmi nuovi domini da dare in pasto al componente aggiuntivo puoi farlo sempre via GitHub, ho creato un template apposito che dovrai solo compilare indicando il dominio interessato e qualsiasi ulteriore informazione tu voglia mettermi a disposizione (ovviamente non obbligatoria), cercherò di accontentarti nel più breve tempo possibile 🙂

Detto ciò, Francesco ogni giorno ha programmato un promemoria su Twitter che la dice lunga riguardo Medium, non posso che essere d’accordo con quanto da lui propagandato:

Buona lettura (ora sbloccata)! 👋

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